L’angina instabile è una sindrome che si presenta con un dolore toracico a riposo, che si pone, per gravità, fra l’angina stabile e l’infarto del miocardio

Definizione di angina instabile
Per angina instabile si intende una sindrome caratterizzata dalla presenza di dolore toracico a riposo, che si pone, per gravità, fra l’angina stabile da un lato e l’infarto del miocardio dall’altro. Essa viene distinta dall’infarto del miocardio senza sopralivellamento del tratto ST per via di assenza o modesto aumento dei markers di necrosi miocardica.

Sintomatologia dell’angina instabile
Dolore toracico a riposo, avvertito solitamente nell’area retrosternale, mancanza di respiro, nausea, vomito. Le presentazioni cliniche dell’angina instabile sono sostanzialmente tre:
1. Angina di nuova insorgenza (entro due mesi dall’esordio): angina in classe CCSC (Canadian Cardiovascular Society Classification) 3 e 4, angina a riposo spesso prolungata, entrambe le prime situazioni
2. Angina ingravescente (sempre entro due mesi dall’esordio)
3. Angina post-infartuale (entro le due settimane dall’infarto)

Cause di angina instabile
Normalmente essa è causata da una malattia coronarica, di tipo solitamente ostruttivo, a cui si associa, aumentando i rischi di morte improvvisa o di infarto miocardico. Viene caratterizzata da uno squilibrio fra la biodisponibilità e la richiesta di ossigeno di cui il miocardio ha bisogno.
L’elemento scatenante più comune dell’angina instabile è la diminuzione della perfusione miocardia, dovuta a sua volta al restringimento del lume coronario in seguito alla nascita di un piccolo trombo non occludente.

Fattori di rischio per l’angina instabile
Fumo, alta presenza di colesterolo nel sangue, ipertensione arteriosa. A persone di età inferiore a 50 anni, tale angina può essere causata da un’assunzione di cocaina.

Diagnosi dell’angina instabile
L’angina instabile è caratterizzata da almeno una delle seguenti:
• Si verifica a riposo o con uno sforzo minimo e di solito dura più di 20 minuti (se non viene somministrata nitroglicerina)
• Essere grave e di nuova insorgenza (cioè entro 1 mese)
• Si verifica con un modello di crescendo

Esami diagnostici
Esami da effettuare per escludere altre ipotesi di malattie e nel contempo cercarne la causa scatenante al fine di curarla:
• Elettrocardiogramma
• Troponina I
• Ecocardiografia
• Test da sforzo
• Angiografia coronarica

Terapia dell’angina instabile
La terapia viene valutata in seguito l’esecuzione di esami per comprendere quale sia la causa scatenante dell’angina per consentire l’equilibrio tra domanda e richiesta d’ossigeno del miocardio.
La nitroglicerina può essere utilizzata immediatamente per dilatare il sistema venoso e ridurre il volume del sangue circolante, riducendo quindi il lavoro e la domanda di ossigeno del cuore. Inoltre, la nitroglicerina provoca dilatazione venosa e dell’arteria periferica riducendo il precarico e il postcarico cardiaci. Ciò consente di ridurre lo stress sul cuore e quindi ridurre la richiesta di ossigeno delle cellule muscolari del cuore.
I farmaci antipiastrinici come l’acido acetilsalicilico possono aiutare a ridurre la progressione della formazione della placca aterosclerotica, oltre a combinarli con un anticoagulante come un’eparina a basso peso molecolare.