Vi sono due tipi principali di tumore dell’esofago. Il carcinoma a cellule squamose e l’adenocarcinoma

Vi sono due tipi principali di tumore dell’esofago. Il carcinoma a cellule squamose è un tumore che origina dalle cellule squamose che rivestono l’esofago ed è molto comune in Cina e in Iran. L’altra tipologia principale è l’adenocarcinoma, una neoplasia che si verifica nelle ghiandole o nel tessuto colonnare. Questo è più comune nei paesi sviluppati e nei pazienti sofferenti di esofago di Barrett.
Nelle sue prime fasi, il tumore esofageo può essere asintomatico, ovvero non presentare alcun sintomo particolare. Nelle situazioni più avanzate e gravi, può causare un’ostruzione dell’esofago, rendendo difficoltosa l’ingestione di alimenti solidi e causando, di conseguenza, una perdita di peso. La progressione del tumore viene misurata con un sistema di classificazione che considera la sua dimensione e l’estensione oltre la parte esofagea, il numero di linfonodi interessati e se vi sia la presenza di metastasi in altre parti del corpo. Il tumore esofageo viene frequentemente trattato facendo ricorso alla radioterapia e alla chemioterapia, anche se talvolta si può procedere con una parziale rimozione chirurgica dell’esofago stesso. L’inserimento in esofago di uno stent (per garantire la pervietà del lume) o di un sondino nasogastrico (per sostenere l’alimentazione) può essere necessario affinché il paziente possa assumere una sufficiente quantità di cibo e di liquidi. Al 2014, la prognosi del tumore esofageo risulta essere ancora molto spesso nefasta, pertanto la cura palliativa può essere un valido trattamento.