I disturbi d’ansia sono un insieme di disturbi psichiatrici caratterizzati da forme di paura e di ansia ingiustificata o patologica

 

 

Cause dei disturbi dell’ansia
Le cause dei disturbi d’ansia non sono ancora del tutto note, ma si ritiene siano dovuti ad una combinazione di fattori genetici, psicologici, fisici e ambientali.

Alcune patologie fisiche, come l’ipertiroidismo o altri squilibri endocrini, sono note causare sintomi d’ansia che possono essere risolti trattando la patologia primaria. Altre patologie psichiatriche (come la depressione e altri disturbi dell’umore), neurologiche o eventi che influenzano negativamente la sfera psicologica e relazionale dell’individuo (stress, difficoltà economiche o famigliari, patologie croniche) possono dar luogo alla comparsa di un disturbo d’ansia. I disturbi d’ansia sembrano avere anche una base genetica, dal momento che i bambini nati in famiglie con un componente che ne soffre, sono soggetti a sviluppare a loro volta un disturbo d’ansia.

Cause biologiche
Da un punto di vista biologico, i livelli del neurotrasmettitore GABA (un neurotrasmettitore dall’effetto inibitorio sull’attività elettrica dei neuroni) e l’attività dell’amigdala (un’area del cervello implicata nell’elaborazione delle sensazioni di ansia e paura) sembrano essere direttamente implicati nello sviluppo di alcuni disturbi d’ansia.

L’amigdala è un’area cerebrale fondamentale per l’elaborazione delle sensazioni di ansia e fobia. In particolare il complesso basolaterale, è l’area dell’amigdala che riceve gli stimoli sensori e ne elabora il valore “ansiogeno” sulla base dei ricordi soggettivi e che comunica questa informazione direttamente ad altre aree cerebrali responsabili della loro “percezione” come la corteccia sensoriale e la corteccia media-prefrontale; un’altra fondamentale area dell’amigdala è il nucleo centrale, che è invece implicata nell’elaborazione delle risposte specifiche alla paura: questa area è direttamente collegata con altre importanti aree cerebrali come l’ipotalamo (implicato secrezioni di ormoni), al cerebellum (implicato tra l’altro anche nel linguaggio) e al tronco encefalico (che regola anche i riflessi ed il respiro). Nei soggetti con disturbi d’ansia, in particolare il disturbo d’ansia generalizzato, queste connessioni funzionali sembrano essere meno definite, sembra poi esserci più materia grigia nel nucleo centrale (sarebbe in un certo senso più attiva), c’è una diminuita connettività tra l’amigdala, l’insula e l’area cingolata mentre c’è una aumentata connettività con la corteccia parietale e frontale.

Droghe e farmaci
Sintomi di ansia e depressione possono essere dovuti all’effetto collaterale di alcuni farmaci o sostanze psicotrope. Ad esempio, è stato mostrato come un consumo moderato ma prolungato di alcol può aumentare i livelli di ansia in alcuni soggetti; l’abuso e l’astinenza sono invece dei fattori noti per causare disturbi d’ansia severi e prolungati, anche a seguito dell’interruzione dell’uso.

La dipendenza da alcol, caffeina, benzodiazepine, cannabis e altre sostanze psicotrope può causare un disturbo d’ansia o aggravarne uno preesistente.

Teorie evoluzionistiche
È stato ipotizzato che l’alta prevalenza di disturbi d’ansia che si rileva nella società moderna sia il risultato di un cattivo adattamento della natura umana (rimasta pressoché immutata rispetto alle ere preistoriche) alle nuove condizioni sociali. Ad esempio, nell’era preistorica era più frequente il contatto fisico e i neonati erano maggiormente a contatto con le madri, tutte strategie note per diminuire i livelli di ansia. Inoltre, le comunità erano chiuse ed il contatto con soggetti estranei alla tribù erano estremamente limitati. I ricercatori ipotizzano perciò che l’insieme di questi fattori, insieme ad altri caratteristici dell’era moderna, specie nell’età evolutiva, predisponga alcuni soggetti allo sviluppo di forme d’ansia.