I danni da Filler

Le iniezioni di fillers per riempire i deficit volumetrici ed eliminare le rughe rappresentano una delle procedure estetiche più utilizzate al mondo.

L’aumentata richiesta e la crescita del differenti tipi di fillers fanno sì che il tasso di complicanze associato a queste iniezioni sia in costante aumento.

I fillers permanenti o la porzione permanente dei filler semipermanenti come il PMMA rimangono per anni nei tessuti e possono potenzialmente causare problemi infiammatori in ogni momento.

Le complicanze infiammatorie dopo iniezione di fillers non riassorbibili sono spesso chiamate granulomi.

Con tale termine si intendono lesioni di natura infiammatoria che appaiono come formazioni nodulari caratterizzate da un’abbondante proliferazione di macrofagi, cellule giganti multinucleate, proteine, fibroblasti e angiogenesi.

Tale definizione è su base istologica, in assenza di una diagnosi istologica si preferisce parlare di ‘noduli infiammatori’.

Tali lesioni si presentano come dei noduli strutturati in maniera ordinata e caratteristica a seconda dell’agente patogeno che ne ha scatenato la formazione. .

Rimozione con laser intralesionale dei granulomi

Il trattamento con il laser intralesionale a fibre ottiche è la prima tecnica che permette di trattare in modo efficace e definitivo i granulomi provocati da fillers permanenti.

Si tratta di rigonfiamenti e indurimenti che si possono creare attorno alla zona nella quale sono stati iniettati i filler, a causa di un rigetto verso le sostanze utilizzate, che possono non integrarsi perfettamente con i tessuti.

Fino a oggi tali lesioni sono sempre state trattate con iniezioni locali di corticosteroidi o di farmaci antitumorali oppure con la chirurgia.

I risultati, però, non sono mai soddisfacenti: nella maggior parte dei casi si ottiene un miglioramento solo temporaneo con rischi di cicatrici evidenti, atrofia e depressioni tissutali.

Il laser intralesionale a fibre ottiche invece, evacua gran parte del filler e interrompe il processo infiammatorio in modo definitivo, senza lasciare tracce evidenti.

Come agisce il laser intralesionale a fibre ottiche

La luce laser veicolata all’interno del nodulo o granuloma attraverso una microfibra ottica surriscalda la zona, sciogliendo il filler.

Tutti i filler permanenti, essendo sensibili al calore grazie all’effetto termico, passano dallo stato solido allo stato liquido.

La sostanza sciolta esce dal micro foro usato per l’introduzione della fibra ottica.

In secondo luogo, l’aumento della temperatura provocato dal laser coagula il tessuto infiammatorio che si origina sempre attorno al granuloma.

Si forma così del pus sterile, che fuoriesce anch’esso dai forellini.

In alcuni casi (soprattutto quando il granuloma è di grandi dimensioni), a distanza di un mese, si può praticare una nuova piccola incisione per completare la fuoriuscita del materiale. Si ipotizza poi che il laser agisca sul cosiddetto “biofilm”, un fenomeno la cui esistenza non è stata ancora dimostrata, ma è sempre più accettata fra gli esperti del settore.

Con il termine biofilm si intende una membrana di mucopolisaccaridi creata dai batteri che li avvolge e li protegge, nei confronti della quale il sistema immunitario non è efficace e non è in grado di distruggerla .

Il risultato è che l’infiammazione non si spegne più e diventa cronica. Questo spiegherebbe perché i farmaci hanno un successo solo temporaneo: passato il loro effetto, la reazione si “riaccende”; la presenza dei batteri spiegherebbe l’altissima percentuale di recidive dopo i trattamenti a base di cortisone ed altri agenti immunosoppressivi.

Nel caso della chirurgia, la spiegazione della scarsa efficacia è un’altra: utilizzando il bisturi, il chirurgo “sparpaglia” i batteri del biofilm nella zona.

Dopo poco tempo, dunque, essi si riattivano causando un ampliamento del fenomeno infiammatorio. L’aumento della temperatura causato dal laser, invece, uccide i batteri, curando in modo definitivo l’infiammazione.

Vantaggi del laser intralesionale a fibre ottiche

Il trattamento laser intralesionale è, di fatto, l’unica tecnica in grado di rimuovere in maniera efficace e definitiva la sostanza estranea/filler non riassorbibile insieme alla reazione infiammatoria con una procedura mininvasiva, senza lasciare cicatrici o segni evidenti.