I disturbi d’ansia sono un insieme di disturbi psichiatrici caratterizzati da forme di paura e di ansia ingiustificata o patologica

 

 

Diagnosi dei disturbi dell’ansia
I disturbi d’ansia sono riconosciuti nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali e possono venire quindi diagnosticato nel corso di una valutazione psicodiagnostica attraverso delle interviste, anche sotto forma di questionari standardizzati che il paziente può compilare autonomamente. I disturbi d’ansia devono essere distinti dalle fisiologiche sensazioni di ansia situazionali che colpiscono fisiologicamente gli individui. Uno dei criteri diagnostici è infatti la durata, che deve essere superiore ai sei mesi; inoltre deve compromettere significativamente il funzionamento dell’individuo e non essere rapportabile in termini di gravità alla causa scatenante. Una buona anamnesi e una visita medica sono essenziali per la diagnosi iniziale di qualsiasi disturbo d’ansia, infatti altre cause possono dare origine ad una sintomatologia simile ai disturbi d’ansia come ad esempio ipertiroidismo, abuso o astinenza da alcune sostanze psicotrope, patologie metaboliche, carenze nutritive o effetto collaterale di alcuni farmaci.

Una storia familiare di disturbi d’ansia o altre malattie psichiatriche rafforza la probabilità di sviluppare un disturbo d’ansia. Altri fattori di rischio per lo sviluppo di disturbi d’ansia includono povertà, abusi sessuali e maltrattamenti, ambiente familiare degradato, contesto sociale o economico di difficoltà. Vi è poi una forte associazione con altri problemi psichiatrici, compresi l’abuso di sostanze stupefacenti e la depressione, fattori che devono essere sempre valutati nel corso di una visita psichiatrica o psicologica.

Diagnosi per mezzo di esami
La diagnosi avviene comunemente attraverso un colloquio con uno specialista (psicologo o psichiatra) che ponendo specifiche domande e ascoltando i sintomi riferiti dai pazienti, diagnostica il disturbo. A volte tipologia, gravità e progressi terapeutici vengono valutati anche attraverso la somministrazione di test specifici (come la scala Hamilton per l’ansia).

Attualmente non esistono indagini strumentali utilizzati nella pratica clinica per diagnosticare un disturbo d’ansia, anche se particolari alterazioni del funzionamento cerebrale possono essere evidenziate con tecniche di imaging (come PET).