I disturbi dello spettro bipolare consistono in sindromi con alternanza fra l’eccitamento (la mania) e la depressione

Episodio Maniacale

Nell’episodio maniacale è possibile individuare tre fasi: una d’esordio, una di stato e una di risoluzione. 

La fase d’esordio dell’episodio maniacale è più repentina rispetto a quella della depressione: alcune volte la mania è annunciata da sintomi prodromici, ad es. risvegli precoci associati a senso di benessere, di incremento delle energie e di rinnovato ottimismo, per 3 o 4 giorni, determinando solitamente un incremento della produttività ed un miglioramento delle performance più in generale, altre volte si assiste ad un viraggio dell’umore, fenomeno noto come switch espansivo, che consiste nell’improvviso transito dalla depressione alla fase di stato della mania, che può avvenire in poche ore, non di rado dopo una notte insonne.

La fase di stato della mania ha una durata mediamente inferiore a quella dell’episodio depressivo e si aggira sui 4-6 mesi. La fase di risoluzione, in genere piuttosto rapida (giorni, settimane), cui può far seguito una nuova fase depressiva, oppure ancora un episodio misto.

Colto nella sua fase di stato, l’episodio maniacale è definito dal DSM-IV-TR come:

A. Un periodo definito di umore anormalmente e persistentemente elevato, espansivo od irritabile, della durata di almeno una settimana (o di qualsiasi durata se è necessaria l’ospedalizzazione).
B. Durante il periodo di alterazione dell’umore, tre (o più) dei seguenti sintomi sono stati persistenti e presenti a un livello significativo (quattro se l’umore è solo irritabile):
-Autostima ipertrofica o grandiosità;
-Diminuito bisogno di sonno (ad es. si sente riposato dopo solo 3 ore di sonno);
-Maggiore loquacità del solito, continua spinta a parlare;
-Fuga delle idee o esperienza soggettiva che i pensieri si succedano rapidamente;
-Distraibilità (l’attenzione è facilmente deviata da stimoli esterni non importanti o non pertinenti);
-Aumento dell’attività finalizzata (sociale, lavorativa, scolastica o sessuale) o agitazione psicomotoria;
-Coinvolgimento in attività ludiche che hanno un alto potenziale di danno (per es., eccessi nel comprare, comportamento sessuale sconveniente, investimenti in affari avventati).
C. I sintomi non soddisfano i criteri per l’episodio misto.
D. L’alterazione dell’umore è tale da compromettere il funzionamento lavorativo o delle attività sociali abituali o delle relazioni interpersonali o da richiedere l’ospedalizzazione per prevenire danni a sé o agli altri, oppure sono presenti manifestazioni psicotiche.
E. I sintomi non sono dovuti agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un farmaco o altro trattamento) o di una condizione medica generale (per es., ipertiroidismo).

Nell’episodio maniacale sono tutt’altro che rare le oscillazioni contropolari: il paziente, adesso ludico, gioioso, può rapidamente scivolare verso un cupo pessimismo, per poi tornare altrettanto repentinamente alla più smodata ilarità. Inoltre, benché tendenzialmente socievole e comunicativo, qualora contrastato può facilmente divenire polemico, irascibile, aggressivo o addirittura violento. 

Tachipsichismo
Caratteristica dell’episodio maniacale è inoltre l’accelerazione del flusso ideativo (tachipsichismo), che è il prodotto di una facilitazione dei processi associativi.

Mania delirante
La ricca produzione ideativa del paziente maniacale, talora spinta sino all’ideorrea, converge su alcuni contenuti ad impronta espansiva: frequenti sono i progetti vanagloriosi, i temi di grandezza, la millanteria, la fabulazione ludico-fantastica. In alcuni casi i temi di grandezza assumono intensità delirante. Abbiamo allora:

-i deliri di ambizione (il paziente ritiene di possedere notevoli qualità psichiche o fisiche);
-i deliri di riforma (il paziente crede di poter rivoluzionare l’assetto socio-politico o religioso vigente);
-i deliri inventori (il paziente si attribuisce invenzioni o scoperte geniali);
-i deliri genealogici (il paziente è convinto di discendere da una genealogia illustre);
-i deliri di potenza (si identifica con personaggi influenti);
-i deliri megalomanici (il paziente è convinto di possedere poteri psicofisici straordinari, giungendo talora a ritenersi immortale);
-i deliri mistico-religiosi (il paziente godrebbe di un contatto privilegiato col divino);
-i deliri di enormità (il paziente crede di avere un corpo immenso, immortale e totipotente, che spesso colloca al centro dell’universo);
-i deliri d’amore ovvero l’erotomania di Esquirol o sindrome dell’amante immaginario di De Clérembault (il paziente è convinto di essere amato da una persona in realtà ignara);
-i deliri di infedeltà (impropriamente definiti deliri di gelosia), ovvero il convincimento infondato di essere traditi dal partner (a questa conclusione, che se nella sostanza può anche coincidere col vero, il paziente giunge in maniera paralogica ed in assenza di prove incontrovertibili).
La mania si manifesta anche sul piano volitivo e motivazionale, caratterizzandosi per un marcato incremento dell’iniziativa, ovvero un’esasperata spinta verso l’azione. In effetti, se l’inibizione rappresenta l’esito comportamentale caratteristico della depressione, nella mania, controparte speculare, la diagnosi è sovente resa possibile dalle manifestazioni di disinibizione ed attivazione comportamentale.

Sindrome da eccitamento psicomotorio
La sindrome di eccitamento coinvolge caratteristicamente anche la sfera motoria: il paziente in stato maniacale mostra una mimica ed una gestualità accentuate, iperespressive, teatrali, associate ad una motricità vivace e accelerata, che può oscillare fra la semplice irrequietezza motoria e l’agitazione franca. L’eloquio, rapido e sostenuto, è spesso interrotto da esclamazioni, turpiloquio, giochi di parole e audaci battute di spirito. L’incrementata pressione del linguaggio (“spinta a parlare”), che si manifesta con loquacità, prolissità, logorrea, può spingersi fino a configurare il cosiddetto “fiume di parole”. 

Tra le manifestazioni comportamentali osservabili nella mania abbiamo inoltre l’incremento della progettualità, il coinvolgimento in attività ad alto tenore di rischio, associato a sottovalutazione delle possibili conseguenze negative.

Sul piano somatico e neurovegetativo sono caratteristici il senso di benessere fisico, la ridotta sensibilità al caldo e al freddo, agli stimoli dolorosi, l’aumento dei livelli di energia, che si riflette in un’apparente instancabilità, il ridotto bisogno di sonno, che può spingersi fino all’insonnia totale, l’accentuazione della libido, fino alla “satiriasi” nel maschio e alla “ninfomania” nella femmina.