L’aggettivo antinfiammatorio o antiflogistico è riferito alla proprietà di un farmaco di ridurre un’infiammazione

 

Cosa sono i farmaci antinfiammatori
L’aggettivo antinfiammatorio o antiflogistico è riferito alla proprietà di una sostanza, o di un particolare trattamento terapeutico, di ridurre un’infiammazione.

Classificazione dei farmaci antinfiammatori
Gli antinfiammatori sono a loro volta divisi in steroidei e non steroidei (comunemente chiamati FANS).
Antinfiammatori steroidei
Gli antinfiammatori steroidei diffondono attraverso le membrane cellulari e formano un complesso con specifici recettori citoplasmatici (recettori glucocorticoidi). Questi complessi penetrano nel nucleo e si legano al DNA, stimolano ed inibiscono la trascrizione di m-RNA e comportano l’induzione di lipomodulina e macrocortina (conosciuta anche con il nome di lipocortina 1 o annessina 1), proteine inibitrici della fosfolipasi A2. Le lipocortinee sopprimono il rilascio di acido arachidonico, un importante precursore delle prostaglandine e dei leucotrieni, entrambi potenti mediatori nella risposta infiammatoria.
Antinfiammatori non steroidei (FANS)
I FANS vanno invece ad inibire l’attività degli enzimi Cicloosigenasi di tipo 1 e 2 (COX 1-2) che convertono l’acido arachidonico in prostaglandine e trombossani.
Ciò riduce la dilatazione dei capillari e l’edema, l’essudazione fibrinosa, la migrazione fagocitaria e l’infiltrazione dei tessuti (in particolare da parte dei leucocitipolimorfonucleati), inibisce l’attività fibroblastica di deposizione di collagene e formazione di cicatrici, ritarda la rigenerazione epiteliale, diminuisce la proliferazione capillare (cioè la neovascolarizzazione postinfiammatoria).

Modalità d’azione
Questi farmaci presentano strutture chimiche diverse. Tuttavia, condividono quattro aspetti comuni:
Farmacologia: tutti gli antinfiammatori inibiscono la sintesi delle prostaglandine (mediatori dell’infiammazione). Le prostaglandine, oltre alla loro funzione infiammatoria, spingono le piastrine ad aggregarsi. Provocano peraltro la febbre (piressia) e infiammano il muco gastrico;
Attività: possiedono, oltre alle loro proprietà antinfiammatorie, effetti antalgici e antipiretici.
Chimica: presentano gruppi acidi (o funzioni acide).
Effetti collaterali: possono provocare lesioni della mucosa gastrica e duodenale, specificamente emorragie e ascessi.