Durante il parto la vagina fornisce il canale attraverso cui il feto abbandona l’utero per affacciarsi alla vita

Durante il parto, la vagina fornisce il canale attraverso cui il feto abbandona l’utero per affacciarsi alla vita indipendente al di fuori del grembo materno. In questa fase, la vagina è chiamata anche “canale del parto”. Quando si avvicina il travaglio (un processo fisiologico che precede il parto), possono verificarsi diversi segni, tra cui perdite vaginali e la rottura delle membrane (rottura dell’acqua) che può provocare la fuoriuscita di liquido amniotico o un flusso irregolare o piccolo di liquido dalla vagina. La rottura dell’acqua avviene più comunemente durante il travaglio; tuttavia, può verificarsi anche prima (una condizione nota come rottura prematura delle membrane) e ciò accade nel 10% dei casi. Anche le contrazioni di Braxton Hicks sono un segno di avvicinamento al travaglio, ma non tutte le gravide le sperimentano. Tra le donne che partoriscono per la prima volta, le contrazioni di Braxton Hicks vengono scambiate per contrazioni effettive e, di solito, sono molto forti nei giorni precedenti al travaglio.

Mentre il corpo si prepara al parto, la cervice si ammorbidisce, si assottiglia, si muove in avanti ed inizia ad aprirsi. Ciò consente al feto di spostarsi o “cadere” nel bacino. Quando il feto arriva nella pelvi, può verificarsi dolore al nervo sciatico, aumento delle perdite vaginali e aumento della frequenza urinaria. Questi sintomi si riscontrano con maggior probabilità durante il travaglio nelle donne che hanno già partorito precedentemente, ma possono riscontrarsi da dieci a quattordici giorni prima del travaglio in donne che provano il travaglio per la prima volta.

Quando iniziano le contrazioni, il feto inizia a perdere il sostegno della cervice la quale si dilata raggiungendo un diametro superiore ai 10 cm per accogliere la testa del feto che si sposta dall’utero alla vagina. L’elasticità della vagina gli consente di allungarsi di molte volte il suo diametro normale, al fine di far passare il bambino.

Le nascite vaginali sono più comuni ma, se esiste il rischio di complicanze, può essere eseguito un taglio cesareo. Subito dopo la nascita, la mucosa vaginale presenta un accumulo anormale di liquido ed è sottile. Trascorse circa tre settimane, una volta che le ovaie hanno ripreso la normale funzione e la produzione di estrogeni viene ripristinata, torna ad ispessirsi. L’apertura vaginale si spalanca si rilassa fino a quando non ritorna approssimativamente al suo stato di pre-gravidanza; un processo che impiega circa da sei a otto settimane dopo il parto, noto come “periodo postparto”; tuttavia, la vagina continuerà ad essere di dimensioni maggiori rispetto a prima.

Dopo il parto, si presenta una fase di scarico vaginale, chiamata lochia, che può variare in modo significativo nella quantità di perdita e nella sua durata, ma può andare avanti anche per circa sei settimane.