Il flutter atriale è un ritmo atriale regolare, rapido dovuto a un circuito di macrorientro atriale. I sintomi comprendono palpitazioni e intolleranza allo sforzo

Definizione di flutter atriale

Il flutter atriale è un ritmo atriale regolare, rapido dovuto a un circuito di macrorientro atriale. I sintomi comprendono palpitazioni e talvolta astenia, intolleranza allo sforzo, dispnea e presincope. Si possono formare trombi atriali che possono poi embolizzare. La diagnosi è basata sull’ECG. Il trattamento comprende il controllo della frequenza con farmaci, la prevenzione del tromboembolismo con la terapia anticoagulante e, spesso, la conversione a ritmo sinusale con i farmaci, la cardioversione, o l’ablazione del substrato del flutter atriale.

Sintomatologia del flutter atriale
I sintomi del flutter atriale dipendono principalmente dalla frequenza ventricolare e dalla natura della cardiopatia sottostante. Se la frequenza ventricolare è < 120 battiti/min ed è regolare, è probabile che i sintomi siano scarsi o nulli. Frequenze più rapide e una conduzione atrioventricolare variabile di solito determinano palpitazioni, mentre una ridotta gittata cardiaca può produrre sintomi di compromissione emodinamica (p. es., dolore toracico, dispnea, astenia, sincope). Un’attenta ispezione del polso venoso giugulare rivela onde a da flutter.

Diagnosi del flutter atriale
La diagnosi del flutter atriale è basata sull’ECG. In un tipico flutter l’ECG mostra una continua e regolare attivazione atriale con un pattern a denti di sega (onde F), evidente nelle derivazioni inferiori II, III e aVF ( Flutter atriale.).

Terapia del flutter atriale
Controllo della frequenza con farmaci
Controllo del ritmo con cardioversione, farmaci o ablazione
Prevenzione del tromboembolismo
Il trattamento del flutter atriale mira al controllo della frequenza ventricolare, al controllo del ritmo e alla prevenzione del tromboembolismo. 

Il controllo farmacologico della frequenza è più difficile da ottenere nel flutter atriale che nella fibrillazione. Così, per la maggior parte dei pazienti, la conversione elettrica (con cardioversione elettrica sincronizzata o overdrive pacing) è il trattamento di scelta per un episodio di recente insorgenza ed è obbligatoria nei casi con conduzione atrioventricolare 1:1 o con compromissione emodinamica.