Il dotto di Botallo è un condotto arterioso che durante la vita fetale garantisce un flusso di sangue tra arco dell’aorta e arteria polmonare

 

Cos’è il dotto arterioso di Botallo
Il dotto di Botallo è un condotto arterioso che durante la vita fetale e nelle prime ore dopo la nascita garantisce un flusso di sangue tra arco dell’aorta e arteria polmonare, connessa quest’ultima a livello della sua biforcazione o di uno dei suoi due rami o più raramente entrambi. Prende nome da Leonardo Botallo.
Il cuore fetale si differenzia strutturalmente dal cuore postnatale per la presenza di un’ampia comunicazione interatriale e per il dotto arterioso di Botallo.
La comunicazione tra gli atri è assicurata dalla presenza nella parete interatriale del forame ovale, o di Botallo, e dell’ostium secundum e permette al sangue proveniente dalla vena cava inferiore ricco di ossigeno di portarsi direttamente nell’atrio sinistro e poi dal ventricolo sinistro eludendo la circolazione polmonare.
Il flusso ematico che lo attraversa è generalmente di tipo destra-sinistra in virtù delle più alte resistenze polmonari prima del primo vagito, flusso inverso si riscontra in alcune anomalie congenite di cuore.
Alla nascita i polmoni si espandono e le resistenze crollano; aumentano le resistenze sistemiche e il flusso si inverte diventando sinistra-destra.
Il condotto è mantenuto pervio da elevati livelli di prostaglandine che sono prodotte principalmente dalla placenta. Alla nascita quindi il loro livello è bruscamente ridotto, inoltre l’entrata in funzione del polmone quale organo che le metabolizza ne riduce ulteriormente il valore. Nel nato prematuro questo secondo meccanismo viene meno per l’immaturità del parenchima, inoltre le cellule del dotto sono ancora molto sensibili alle prostaglandine e il dotto rimane pervio.

Sintomatologia della permanenza del dotto di Botallo 
Clinicamente la presenza di questa anomalia è silente e si manifesta solo un caratteristico soffio continuo a locomotiva percepibile al margine sternale sinistro superiore.
La persistenza del dotto comporta un aumento del flusso polmonare che a lungo andare porta ad aumento delle resistenze del piccolo circolo; le pressioni si pareggiano e infine il flusso si inverte provocando passaggio di sangue poco ossigenato all’arco dell’aorta e conseguente cianosi dei soli arti inferiori (cianosi differenziale).