Il tubulo renale veicola il filtrato dallo spazio urinario sino al dotto collettore. Origina dalla capsula di Bowman tramite il tubulo contorto prossimale

Il tubulo renale veicola il filtrato dallo spazio urinario sino al dotto collettore. Origina dal polo urinifero della capsula di Bowman tramite il tubulo contorto prossimale. Nel suo percorso si distinguono un tubulo contorto collocato nella corticale esterna o intermedia che si continua in un tubulo retto prossimale il quale scende inferiormente sino alla corticale interna per poi penetrare nelle piramidi midollari con la porzione tubulare chiamata ansa di Henle (tratto discendente) che forma una curva a U con la concavità rivolta verso la corticale per poi risalire (tratto ascendente) e continuarsi nel tubulo retto distale che risale nella corticale interna fino a costituire il tubulo contorto distale che si immette nel dotto collettore. Il dotto collettore è una struttura tubulare che accoglie l’urina da più tubuli renali, quindi non è parte del nefrone; esso discende di nuovo in un raggio midollare, sino a sboccare in un dotto di calibro maggiore detto dotto papillare, il quale sbocca nell’area cribrosa della papilla renale. La capsula è un’espansione del tubulo contorto prossimale e si continua con esso mediante una breve zona che forma un colletto.
Il tubulo contorto prossimale ha la funzione di riassorbimento di circa 80% dell’ultrafiltrato glomerulare (movimento di acqua e molecole di soluto che il corpo deve recuperare dal lume del tubulo nel sangue peritubulare). È rivestito da un epitelio cubico o cilindrico basso (l’altezza dipende dalla pressione), semplice per permettere gli scambi, le cui cellule presentano nel polo luminale dei microvilli che aumentano la superficie di assorbimento della membrana plasmatica. Queste cellule possiedono nuclei ovalari in posizione centrale, un citoplasma acidofilo e numerosi mitocondri soprattutto nella porzione basale della cellula, oltre a numerosi perossisomi; la membrana plasmatica basale presenta profonde invaginazioni, mentre quella laterale si interdigita con le cellule adiacenti. Notevole l’attività pinocitotica per internalizzare grandi molecole come le proteine. L’acqua passa liberamente tra queste cellule.
L’ansa di Henle è un segmento sottile del tubulo renale, appena 30 µm di diametro nella sua parte sottile, che ne forma la maggior parte e tutta la porzione a U e 60 µm nel segmento spesso ascendente. La sua porzione sottile è costituita da cellule epiteliali piatte con nucleo tondeggiante centrale ma scarsi organelli, mentre la porzione spessa è rivestita da cellule epiteliali cubiche con nucleo tondeggiante centrale, numerosi mitocondri nella zona basale, profonde introflessioni nella membrana plasmatica basale e microvilli nella sua porzione luminale, anche se più corti rispetto a quelli del tubulo contorto prossimale. Nell’ansa di Henle si ha la concentrazione dell’urina.
Il tubulo contorto distale ha la funzione di riassorbimento e secrezione ed è rivestito da cellule cubiche con nucleo centrale tondeggiante, introflessioni basolaterali della membrana plasmatica, scarsi mitocondri, corti microvilli sul lato luminale. Quando il tubulo contorto distale si avvicina al tubulo reuniente (il rettilineo distale), cioè presso l’incrocio dell’arteriola glomerulare afferente con quella efferente, la parete del tubulo è formata da cellule tubulari che formano una struttura chiamata macula densa. Essa è coinvolta nella regolazione di flusso sanguigno e nella velocità di filtrazione del tubulo renale.
Il dotto collettore è un tubulo in cui sboccano numerosi tubuli reunienti da vari nefroni, ha un calibro decisamente maggiore di questi ed è rivestito da un epitelio cubico o cilindrico semplice. Generalmente l’epitelio, inizialmente cubico, si fa sempre più alto procedendo dalla corticale in profondità verso la midollare. Le cellule della parete hanno un nucleo centrale ovalare, un citoplasma acidofilo, pochi organuli, numerose interdigitazioni laterali con le cellule adiacenti, corti microvilli nella porzione corticale e rari e corti microvilli nella maggior parte della sua estensione nella midollare. Vi è un secondo tipo di cellule che forma la parete del dotto collettore, dette cellule intercalari, che possiedono microvilli più lunghi e secernono protoni nel filtrato equilibrando il pH. Tra i dotti collettori è presente una popolazione di cellule interstiziali midollari, generalmente fibroblasti modificati, che si inseriscono tra due dotti tangenzialmente come se fossero i pioli di una scala, la loro funzione, oltre che strutturale, è quella di secernere prostaglandine ed eritropoietina.