Le infezioni della cute e dei tessuti molli sono una moltitudine di malattie e sono molto diffuse

Definizione di infezione cutanea
La cute è un vero e proprio organo che ha la funzione di barriera contro le infezioni batteriche. Molti sono i batteri che vengono a contatto con la superficie cutanea o addirittura che vi risiedono ma normalmente sono incapaci di provocare un’infezione. Quando si verifica un’infezione batterica sulla cute, la gravità e l’estensione può essere molto variabile: da innocue a potenzialmente letali, da piccole macchie fino all’interessamento dell’intera superficie corporea.

Classificazione e cause delle infezioni cutanee e del tessuto sottocutaneo
Dato che la maggior parte di queste infezioni interessa la cute e i tessuti molli sottostanti, cioè il tessuto sottocutaneo, esse sono ufficialmente classificate come infezioni della cute e dei tessuti molli (o sottocutaneo). Esistono infezioni minori come:

Impetigine
L’impetigine chiamata anche piodermite è un’infezione della cute causata da batteri piogeni che colpisce soprattutto i bambini. L’impetigine si sviluppa solitamente sul viso, ma può manifestarsi ovunque. Una variante meno frequente è l’impetigine bollosa, caratterizzata dalla comparsa di vescicole e bolle a contenuto sieroso e purulento. L’impetigine bollosa si manifesta soprattutto durante la prima infanzia e rappresenta soltanto il 20% dei casi totali d’impetigine. Una delle caratteristiche principali dell’impetigine, che la distingue da altre patologie, è la sua particolare contagiosità. Il contagio avviene prevalentemente per via interumana diretta ed indiretta.
Circa l’80% dei casi è rappresentata dalla forma non bollosa, causata sia dallo Streptococco Pyogenes che dallo Stafilococco Aureus coinvolto maggiormente nella forma bollosa.
L’infezione può iniziare in due modi:
Impetigine primaria: i batteri invadono la pelle normale e sana senza un sito di entrata.
Impetigine secondaria: i batteri invadono la pelle perché un’altra infezione o condizione della pelle ha danneggiato la barriera cutanea, come un eczema, una puntura di insetto, una ferita.
I primi sintomi sono piccole placche rossastre su cui compaiono piccole vescicole (bollicine ripiene di liquido chiaro), che successivamente si riempiono di pus assumendo quindi un colore giallo vivo. Presto le vesciche, molto fragili, lasciano il posto a una crosta che alla fine assume un tipico color miele. L’impetigine bollosa, più grave, può anche dare sintomi di malessere generale e febbre. Le are interessate per prime sono di solito i contorni delle narici, della bocca o degli occhi, a volte i genitali. Successivamente si assiste alla diffusione delle lesioni in quanto, grattandosi, il bambino può favorire il trasporto dei germi in altre zone del corpo. Il trattamento consiste nell’utilizzo di impacchi antisettici e la successiva rimozione di ogni crosta, associato alla somministrazione di antibiotici topici od orali.

Ectima

L’ectima è una forma di piodermite che si manifesta sulla cute con bolle, vescicole e pustole, le quali rompendosi danno luogo ad una caratteristica ulcerazione. Il disturbo fa spesso seguito ad infezioni batteriche sostenute dallo Streptococco Pyogenes, dallo Stafilococco Aureus e dallo Pseudomonas Aeruginosa. Vi è una stretta relazione tra impetigine ed ectima: quest’ultimo, caratterizzato dall’infezione che si estende nel derma, può essere infatti considerato la forma ulcerativa dell’impetigine.
L’ectima si manifesta di solito durante l’età pediatrica e nelle persone anziane, queste specialmente se trascurate ed in scarse condizioni igieniche. Di solito si pone sulle estremità inferiori dei bambini e degli anziani.. Le lesioni sono dolorose e possono associarsi a linfoadenopatia. In alcuni soggetti possono verificarsi linfangite secondaria. Spesso guarisce spontaneamente ma dando esito a cicatrici.
La malattia inizia con la comparsa improvvisa di una vescicola con base eritematosa, la quale dopo poche ore o anche giorni, si allarga per creare un’ulcera che ben presto si ricopre con una crosta necrotica, spessa e di colore marrone-nerastro. Molto spesso la vescicola si accompagna ad una reazione infiammatoria di colore violaceo che nasce al bordo della vescicola stessa.
Il trattamento è a base di antibiotici.

Follicolite

La follicolite è un’infezione acuta riguardante gli strati superficiali della cute, nello specifico la parte del follicolo pilifero. Per loro natura li si trovano al capillizio, quindi dove crescono peli di qualunque genere, da quelli della barba a quelli delle palpebre, prevalentemente sul volto.
Nella maggior parte dei casi la follicolite è dovuta allo Staphylococcus aureus. La Pseudomonas aeruginosa è la causa di una tipologia specifica di follicolite denominata “da bagno caldo”.
Il primo trattamento è quello dell’uso di impacchi disinfettanti, seguiti da antibiotici a somministrazione topica.

Patereccio

Un patereccio è un processo suppurativo e infiammatorio delle estremità delle dita, causato da stafilococchi, streptococchi e/o escherichia coli, trasportati generalmente con la propria saliva o penetrati attraverso piccole ferite.
• Patereccio superficiale detto anche “giradito”, si ha quando l’essudato di origine infiammatoria riesce a staccare gli strati epidermici con produzione di flittene che interessa al più una o due falangi di un dito.
• Patereccio sottocutaneo si ha quando il processo infiammatorio oltre ad interessare un intero dito, si propaga ai tessuti periungueali e sottoungueali con distruzione della materia cornea dell’unghia.

Ascessi cutanei minori (talvolta chiamati foruncoli o favi)

Gli ascessi cutanei minori sono sacche infette piene di pus, dolorose e calde che si sviluppano sotto la superficie della pelle e che potrebbero comparire in qualsiasi punto del corpo. Possono avere dimensioni molto piccole, di pochi millimetri, fino a diversi centimetri di diametro.
• I foruncoli detti anche pustole sono ascessi cutanei minori più superficiali che coinvolgono il follicolo pilifero e il tessuto adiacente. I foruncoli sono comuni sul collo, sulle mammelle, sul viso e sulle natiche.
• I favi sono foruncoli multipli collegati l’uno all’altro sotto la superficie della pelle. Se non vengono trattati, spesso gli ascessi maturano e si aprono, rilasciando un liquido bianco o rosa cremoso. I batteri possono diffondersi dall’ascesso fino a infettare il tessuto circostante e i linfonodi. La persona può presentare febbre e avvertire malessere generale.

La terapia degli ascessi cutanei minori consiste nell’incisione dell’ascesso e nel drenaggio del pus all’esterno. Se il paziente presenta molti ascessi vengono prescritti antibiotici specifici nei confronti degli stafilococchi.

Le infezioni più serie includono:

Cellulite
La cellulite, da non confondere con la cellulite estetica che è un panniculopatia-edemato-fibro-sclerotica, è un’infiammazione del tessuto connettivo caratterizzata da una grave infiammazione del tessuto sottocutaneo. La cellulite può essere causata dalla normale flora batterica presente sulla superficie della pelle o comunque da batteri che riescono a penetrare all’interno della pelle a causa di rotture della superficie cutanea.
La cellulite perciò è un’infiammazione sottocutanea, generalmente di origine batterica che comprende forme come il patereccio, la perionissi batterica e le celluliti localizzate prevalentemente a tronco e viso. Un’inpetigene non correttamente trattata può sfociare, a volte, in una cellulite. Tra le cause più frequenti si riscontra lo Streptococcus pyogenes o streptococco β-emolitico del gruppo A. La maggior parte delle persone con cellulite avverte solo un lieve malessere. Alcune possono presentare febbre, brividi, frequenza cardiaca rapida, cefalea, pressione sanguigna bassa e stato confusionale, che solitamente indica un’infezione grave.Quando l’infezione batterica si diffonde, i linfonodi vicini possono ingrossarsi e divenire dolenti (linfadenite) e i vasi linfatici possono infiammarsi (linfangite). La maggior parte dei casi di cellulite si risolve rapidamente con una terapia antibiotica. Occasionalmente, i pazienti sviluppano ascessi. Alcune complicanze gravi ma rare includono infezioni cutanee significative che distruggono rapidamente il tessuto (chiamate infezioni cutanee necrotizzanti) e la diffusione dei batteri nel sangue (batteriemia).
Quando la cellulite interessa ripetutamente la stessa sede, in special modo la gamba, i vasi linfatici possono risultare danneggiati, con conseguente rigonfiamento permanente del tessuto colpito.
La terapia antibiotica può evitare che l’infezione batterica si diffonda rapidamente e raggiunga il sangue e gli organi interni. Vengono utilizzati antibiotici efficaci sia contro gli streptococchi sia contro gli stafilococchi.

Erisipela

L’erisipela è un’infezione acuta della cute che coinvolge il derma profondo e in parte l’ipoderma (il tessuto sottocutaneo), causata da batteri piogeni; principale responsabile è lo streptococco beta-emolitico di gruppo A, ma talora risulta in causa lo stafilococcus aureus o altri germi meno comuni.
Il punto d’ingresso del batterio nella pelle può essere rappresentato da una piccola ferita della cute, un graffio, una puntura d’insetto.Le sedi più comuni d’insorgenza della malattia sono rappresentate dalle braccia, dalle gambe e il volto. La malattia di solito esordisce improvvisamente con febbre (anche elevata), sensazione di freddo e brividi e malessere generale. Sulla pelle si evidenzia una chiazza arrossata, leggermente rilevata con margini netti. La superficie cutanea nella zona colpita appare liscia, lucida, tesa e calda, dolente al tatto. Talvolta si possono manifestare anche vescicole, bolle o lesioni purpuriche (specialmente se sono colpiti gli arti inferiori).
La diagnosi è generalmente clinica.
La terapia si basa principalmente sulla somministrazione di antibiotici.

Infezioni delle ferite

Quando si parla di infezioni da ferite ci si riferisce in genere alle ferite chirurgiche. Queste ultime non sono mai sterili, ma nella maggior parte dei casi non si infettano perché il sistema immunitario riesce ad eliminare efficacemente i contaminanti.
Tuttavia, una complessa interazione tra fattori che dipendono dal paziente, dalle caratteristiche della ferita dai microbi presenti può portare alla comparsa di processi infettivi.
Quando si verifica un’infezione di una ferita i sintomi sono: ferite calde, rosse, dolenti e gonfie e maleodoranti. Nei casi più gravi si può manifestare febbre, capogiri o battito cardiaco accelerato
I microrganismi che più frequentemente provocano un’infezione di una ferita sono: Staphylococcus aureus, Stafilococchi coagulasi-negativi, Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa, Streptococchi del gruppo D. Nella maggior parte dei casi si tratta di batteri normalmente presenti nella flora del paziente, ad esempio su pelle e mucose.
Il trattamento delle infezioni da ferite prevede la pulizia della ferita stessa, cui può essere associata, nei casi più gravi, anche l’assunzione di antibiotici
Inoltre può essere necessario eliminare i punti di sutura e drenare la zona infetta.

Ascessi cutanei maggiori

Gli ascessi cutanei maggiori, a differenza degli ascessi cutanei minori, presentano dimensioni superiori a 75 cm2 e sono accompagnati da gonfiore, arrossamento e indurimento e ispessimento della pelle.
Sono caratterizzati da una raccolta di essudato purulento che si forma all’interno del tessuto cutaneo e sottocutaneo. I segni e i sintomi includono arrossamento, dolore, calore e gonfiore.Il gonfiore può apparire, alla palpazione, come pieno di liquido. L’area di arrossamento spesso si estende oltre il gonfiore.
Sono solitamente causati da un’infezione batterica. Spesso diversi tipi di batteri sono coinvolti in una singola infezione. Lo Stafilocco Aureus e lo Streptococco è il batterio più coinvolto. La diagnosi di un ascesso sulla cute viene fatta a seguito della semplice osservazione ed è confermata dall’apertura mediante taglio. L’ecografia può essere utile nei casi in cui la diagnosi non è chiara.
Il trattamento standard per la maggior parte degli ascessi della pelle o dei tessuti molli è il taglio e il drenaggio. Non sembra che ci sia alcun beneficio con l’uso di antibiotici per questo tipo di ascesso nella maggior parte delle persone che godono di un buono stato di salute.
La suppurazione è causata da infezione ad opera di microrganismi detti piogeni (streptococchi o stafilococchi). L’ascesso è caratterizzato da un decorso rapido e doloroso, con tutte le caratteristiche dell’infiammazione: dolore, calore, arrossamento, tumefazione e limitazione funzionale della parte colpita.
Gli esiti di un ascesso cutaneo maggiore possono essere:
maturazione: ovvero lo svuotamento dell’ascesso verso l’esterno o verso una cavità;
flemmone: il pus si diffonde nei tessuti circostanti seguendo le linee di minor forza, ad esempio in cavità preformate o guaine;
fistola: soluzione di continuo a forma di canale che mette in comunicazione l’ascesso con l’esterno o altra cavità;
piemia: pus che penetra nel torrente sanguigno portando con sé residui di materiale necrotico e particelle di microrganismi patogeni.