La pericardite è una malattia infiammatoria che colpisce il pericardio spesso dà dolore intenso, che aumenta in alcune posizioni o per inspirazioni profonde

Definizione di pericardite
La pericardite è una malattia infiammatoria(acuta o subacuta) che colpisce il pericardio, accompagnata da alterazione degli indici infiammatori (VES, PCR), spesso dà dolore intenso, che aumenta in alcune posizioni o per inspirazioni profonde, a volte irradiato.
Una piccola quantità di liquido tra i due foglietti del pericardio è fisiologica ma quando esiste infiammazione il liquido può aumentare. Si parla in questo caso di versamento pericardico, che può avere entità molto variabile e che la maggior parte delle volte si risolve con terapie mediche.
La pericardite va distinta da altri versamenti patologici che sono:
• Idropericardio: che si verifica quando il versamento è un trasudato, nel caso di aumento persistente della pressione venosa nelle vene toraciche o quando si verifica uno squilibrio tra pressione idrostatica e pressione oncotica (tipico dell’insufficienza cardiaca o della sindrome nefrosica)
• Emopericardio: quando la cavità pericardica è invasa dal sangue che può provenire dalla rottura dei vasi che decorrono lateralmente.

Sintomi di pericardite
La pericardite acuta si manifesta con febbre e astenia, tipicamente dispnea. Il dolore toracico è simile a quello causato dall’ischemia, essendo mediato dalla stessa innervazione, quindi è riferito a regione precordiale, spalla e braccio sinistro, collo sul lato sinistro. Caratteristicamente il dolore della pericardite si aggrava coi movimenti del torace e con la tosse. Il paziente tende ad assumere posizione genupettorale, ovvero torace proteso in avanti e cosce flesse.
In caso si manifesti tamponamento cardiaco, i sintomi sono quelli dello shock cardiogeno, con tachicardia, bassa pressione sistolica, bassa gittata cardiaca e congestione polmonare, polso paradosso, agitazione e stato confusionale, dispnea, cute fredda e pallida.
La pericardite costrittiva generalmente non provoca sintomi, finché la funzione sistolica è preservata. In caso di deficit diastolico rilevante, si manifesta con congestione delle vene del collo in inspirazione, edemi periferici ed epatomegalia. In caso di compromissione sistolica i sintomi sono dispnea e astenia anche gravi provocati dalla congestione polmonare.

Cause di pericardite
La maggior parte delle volte la causa resta sconosciuta, ma molte malattie di origine infettiva o immunologica possono causare pericarditi. L’origine “idiopatica” è una diagnosi di esclusione, dopo indagini su infezioni batteriche, virali e per individuare eventuali malattie autoimmuni.
Infarti o procedure cardiache invasive possono risultare nell’insorgenza di pericardite. La pericardite può essere risultato del coinvolgimento di organi o strutture vicini (es. dopo infarto miocardico transmurale), di patologie infettive (virali, batteriche – in primis tubercolosi -, parassitarie o micotiche) o neoplasie, di immunodeficienze, insufficienza renale, leucemie, traumi del torace, radioterapia, patologie tiroidee.

Terapia di pericardite
Le terapie si basano sull’utilizzo di farmaci antinfiammatori (FANS) e aspirina ad alte dosi.
Per prevenire recidive, molti studi indicano l’utilità della colchicina, anche a basso dosaggio (0,5–1 mg/g). La cura con cortisone è la più diffusa, ma anche una causa importante di ricadute.
Gli antibiotici sono spesso somministrati in caso sospetto di infezione.

Evoluzione della pericardite
Passata la fase acuta, i controlli sia ematologici (esami del sangue) sia strumentali (ecocardiografia) devono essere ripetuti a intervalli regolari per un periodo variabile.
La prognosi è buona nella maggior parte dei casi, anche in presenza di recidive.
La pericardite costrittiva, così come il tamponamento cardiaco, sono eventi rari.