La psoriasi è una patologia infiammatoria cronica della pelle solitamente di carattere cronico-recidivante

La psoriasi è una patologia infiammatoria cronica della pelle solitamente di carattere cronico-recidivante Nella sua patogenesi intervengono fattori autoimmunitari, genetici e ambientali.
Nella psoriasi a placche la pelle si accumula e si ispessisce nelle zone interessate dalle lesioni conferendo un aspetto squamoso bianco-argenteo. Anche se il disturbo può comparire in qualsiasi zona del corpo, in genere si localizza in corrispondenza dei gomiti, delle ginocchia, del cuoio capelluto, e della parte lombare della schiena, oltre che ai palmi delle mani, alle piante dei piedi e alla regione genitale.
La psoriasi è variabile nell’estensione dell’interessamento cutaneo. Si va da soggetti affetti da un numero molto limitato di piccole chiazze fino a soggetti con il corpo quasi completamente coperto da lesioni.
Le unghie delle mani e dei piedi sono frequentemente interessate dal disturbo, definito distrofia ungueale psoriasica. Approssimativamente circa il 50% dei soggetti con psoriasi sviluppa un interessamento delle unghie. La psoriasi può anche causare, circa il 30% dei soggetti affetti da psoriasi, l’infiammazione delle articolazioni, determinando il disturbo noto come artrite psoriasica.
Le cause alla base della psoriasi non sono ancora del tutto chiare, ma si ritiene che la componente sia genetica che immunologica. Diversi fattori ambientali sono in grado di scatenare od aggravare la psoriasi. Fra questi un ruolo importante è rivestito da traumatismi della pelle, processi infettivi ed alcuni farmaci e lo stress.

Classificazione della psoriasi
Si distinguono cinque maggiori varianti cliniche di psoriasi:
psoriasi a placche: oltre 80% dei casi. E’ la forma più frequente, ed è detta anche psoriasi volgare o psoriasi a chiazze. Insorge generalmente in età adulta, interessando tipicamente cuoio capelluto, gomiti, ginocchia e parte bassa della schiena. Si caratterizza per la comparsa di chiazze rosse sollevate, ben definite e sormontate da abbondanti squame bianco-argentee, spesse e secche. Tendenzialmente pruriginose, queste lesioni tendono alla desquamazione spontanea e vengono facilmente asportate con il grattamento (da evitare!), lasciando delle emorragie puntiformi per la rottura dei capillari sottostanti. Le chiazze sono grandi e tendono a confluire, potendo così interessare ampie zone del tronco e degli arti. La malattia ha un andamento cronico recidivante, ovvero è soggetta ad attenuazione, regressione e ricomparsa dei sintomi.

psoriasi guttata: circa 10% dei casi. La psoriasi guttata è caratterizzata da piccole chiazze che assomigliano a gocce (il suo nome deriva dal latino gutta, che significa per l’appunto gocce). La psoriasi guttata rappresenta la forma più frequente nell’infanzia e nell’adolescenza; spesso è spesso preceduta da una faringotonsillite streptococcica. Le lesioni possono comparire in modo improvviso e scomparire nell’arco di alcune settimane.

psoriasi inversa: può manifestarsi in concomitanza alla psoriasi a placche, o in maniera isolata si sviluppa elettivamente nelle pieghe cutanee, come l’inguine, la piega interglutea, le pieghe sottomammarie e la zona genitale in genere. Questa forma di psoriasi è particolarmente frequente nei soggetti obesi e/o diabetici, e negli anziani.

psoriasi eritrodermica: meno del 3% dei casi. Nella psoriasi eritrodermica buona parte del corpo si presenta arrossato ed infiammato. Quasi tutta la cute (oltre l’80%) è coinvolta dall’eritema generalizzato. L’eritema e l’esfoliazione della pelle provocano prurito, dolore e gonfiore. La Psoriasica Eritrodermica può comparire dopo terapie cortisoniche o immunosopressive interrotte bruscamente, e precipitare a causa di infezioni o farmaci. Questa forma di psoriasi è particolarmente invalidante per il paziente ed in molti casi richiede il ricovero ospedaliero; può infatti portare a grave disidratazione e comparsa di infezioni.

psoriasi pustolosa: meno del 3% dei casi. La psoriasi pustolosa generalizzata è un’altra forma molto grave di psoriasi, che si presenta con pustole giallobrune a contenuto purulento. Si associa inoltre a febbre, malessere, parestesie e sensazioni di bruciore. Può provocare febbre e altre complicazioni, come disidratazione e sepsi batterica. Come per la forma eritematosa, può essere scatenata dall’interruzione di un trattamento sistemico con corticosteroidi. Esiste anche una variante di psoriasi pustolosa localizzata, abbastanza frequente, che si localizza al palmo delle mani e alla pianta dei piedi.

La psoriasi del cuoio capelluto, spesso confusa con la forfora o con la dermatite seborroica, si caratterizza per la presenza di chiazze che rimangono localizzate sullo scalpo, senza estendersi alle altre parti del corpo. Le placche si ispessiscono e si scrostano nel tempo. Talvolta può interessare anche la fronte, la parte posteriore del collo e le orecchie.

Diagnosi di psoriasi

La diagnosi di psoriasi si basa sulla anamnesi e sull’esame obiettivo che prende in considerazione l’aspetto del rash cutaneo, con particolare attenzione al colore delle lesioni, le dimensioni, la morfologia, la distribuzione nelle diverse regioni corporee interessate.
Nel corso della valutazione fisica deve essere dedicata una particolare attenzione al cuoio capelluto, alla regione ombelicale, alle unghie ed ai glutei.
Non è necessario ricorrere a speciali procedure diagnostiche. Tuttavia può essere opportuno ricercare il cosiddetto segno di Auspitz, cioè la presenza di numerose emorragie puntiformi dopo asportazione di una placca psoriasica. Si deve però tenere presente che il segno non è né sensibile né specifico.
Gli esami di laboratorio non sono dirimenti. In genere si può riscontrare negatività del fattore reumatoide, aumento della proteina C-reattiva e della velocità di eritrosedimentazione. Ulteriori studi possono essere effettuati per chiarire la causa di eventuali sovrainfezioni delle lesioni, in particolare colture di microorganismi e funghi.
Raramente potrebbe essere necessario ricorrere ad una biopsia cutanea per una corretta diagnosi differenziale.

Terapia locale della psoriasi
La terapia della psoriasi dev’essere personalizzata. La psoriasi a placche è comunemente trattata con il calcipotriolo e con farmaci steroidei come il betametasone. I farmaci di prima scelta, nelle forme a estensione limitata, includono preparazioni topiche emollienti come la vaselina, creme idratanti, bagni con sali di magnesio, unguenti contenenti olii essenziali vegetali con scopo lenitivo e di riduzione della secchezza che accompagna l’accumulo di pelle sulle placche psoriasiche. Tra gli agenti cheratolitici l’acido salicilico è probabilmente il più efficace e quello maggiormente in uso. Tra gli agenti antiflogistici le sostanze cortisoniche si dimostrano spesso efficaci e ad azione rapida ma non prive di effetti indesiderati. Tra gli agenti riduttori si può ricorrere al catrame (vegetale, bituminoso – ittiolo e tumenolo – o coaltar), il quale però può rivelarsi irritante, quindi deve necessariamente applicarsi su cute poco sensibile e per brevi periodi. Un posto di rilievo nel trattamento locale è occupato dalla crisarobina (un prodotto vegetale estratto dall’Andira araroba) e dai suoi analoghi sintetici antralina o ditranolo. Queste sostanze interferiscono con la sintesi del DNA, con conseguente effetto citotossico.[121]
Tra le terapie locali può essere annoverata l’ittioterapia.

Foto-chemioterapia della psoriasi
La prima forma di fototerapia nella psoriasi è stata certamente l’esposizione della pelle alla luce del sole. La ricerca ha permesso di stabilire che lunghezze d’onda di 311-313 nm sono le più efficaci. Speciali lampade a UVB a banda stretta sono state sviluppate a questo scopo. Il tempo e l’intensità dell’esposizione deve essere controllata e limitata per evitare un’eccessiva esposizione ed ustioni della pelle. Per questo motivo le moderne attrezzature sono totalmente programmabili nel funzionamento e dotate di spegnimento automatico, una volta trascorso il tempo programmato.
In alternativa si può ricorrere alla PUVA terapia, cioè all’uso in associazione di psoraleni assunti per via orale e delle radiazioni ultraviolette A (UVA). Il meccanismo di azione della terapia PUVA è sconosciuta, ma probabilmente determina l’attivazione degli psoraleni, i quali inibiscono la rapida ed anormalmente riproduzione delle cellule della cute psoriasica.

Terapia sistemica della psoriasi

Il trattamento per via sistemica viene riservato ai soggetti con forme gravi o particolarmente estese, oppure a quei pazienti nei quali i trattamenti topici o fototerapici si sono dimostrati inefficaci.
I principali agenti attivi nella psoriasi per via sistemica sono ilmetotrexate, la ciclosporinaA ed i retinoidi.