L’acidosi lattica è un’acidosi metabolica ad elevato gap anionico causata da elevati livelli di acido lattico nel sangue

Definizione di acidosi lattica
L’acidosi lattica è un’acidosi metabolica ad elevato gap anionico causata da elevati livelli di acido lattico nel sangue. L’acidosi lattica deriva da un’aumentata produzione di lattati o da un metabolismo ridotto di acido lattico, o da entrambi.

Cos’è l’acido lattico
L’acido lattico è un normale prodotto del metabolismo del glucosio e degli aminoacidi.

Classificazione di acidosi lattica
Ci sono 2 tipi principali di acidosi lattica:
Acidosi lattica di tipo A
L’acidosi lattica di tipo A, la forma più grave, si verifica quando l’acido lattico è prodotto in quantità eccessive in un tessuto ischemico, come sottoprodotto della generazione anaerobica di adenosina trifosfato durante un deficit di O2. La sua iperproduzione si verifica tipicamente durante l’ipoperfusione tissutale globale nei pazienti in shock ipovolemico, cardiogeno o settico, ed è aggravata da un ridotto metabolismo dei lattati in un fegato scarsamente perfuso. Può presentarsi anche nell’ipossia primaria da pneumopatia e in varie emoglobinopatie.
Acidosi lattica di tipo B
L’acidosi lattica di tipo B si verifica in stati di normoperfusione tissutale globale (quindi con normale produzione di adenosina trifosfato) ed è meno grave.
Fra le cause si possono trovare un’ipossia locale (p. es., in condizioni di uso vigoroso del muscolo durante sforzi, convulsioni, brividi da ipotermia), certe condizioni sistemiche e congenite, cancro e ingestione di alcuni farmaci o tossine ( Cause di acidosi metabolica). I farmaci comprendono gli inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa e i biguanidi, la fenformina e, meno, la metformina; sebbene la fenformina sia stata rimossa dal mercato nella maggior parte del mondo, è ancora disponibile dalla Cina (compresa come componente di alcuni farmaci di provenienza cinese). Il metabolismo può essere ridotto a causa di insufficienza epatica o dal deficit di tiamina.
AcidosiD-lattica
L’acidosi D-lattica è una rara forma di acidosi lattica in cui l’acido D-lattico, prodotto dal metabolismo glucidico dei batteri nel colon di pazienti con bypass digiunoileale o con resezione intestinale, viene assorbito per via sistemica. Esso persiste in circolo perché la lattico deidrogenasi umana può metabolizzare soltanto L-lattato.

Sintomatologia dell’acidosi lattica
I sintomi e i segni di acidosi lattica sono dovuti a quelli della causa sottostante (p. es., shock nel tipo A, ingestione di tossine nel tipo B). I sintomi neurologici, tra cui confusione, atassia e linguaggio confuso, si verificano dopo un’ingestione di carboidrati alta sono caratteristici di D-acidosi lattica.

Diagnosi di acidosi lattica
I valori dell’emogasanalisi nell’acidosi lattica tipo A e B sono gli stessi delle altre acidosi metaboliche. La diagnosi richiede pH del sangue < 7,35 e lattato > 5-6 mmol/L. Cambiamenti meno estremi dell’acido lattico e del pH sono indicati come iperlattatemia.
Nell’acidosi D-lattica, il gap anionico è più basso rispetto a quanto atteso per la riduzione del bicarbonato (HCO3−) e ci può essere un gap osmolare urinario (differenza tra osmolarità urinaria calcolata e misurata). I comuni test di laboratorio per l’acido lattico sono sensibili per l’acido lattico tipo D. Specifici livelli di acido lattico tipo D sono disponibili e talvolta necessari per chiarire la causa di acidosi in pazienti con molteplici possibili cause, tra cui problemi intestinali.

Trattamento dell’acidosi lattica
Il trattamento dell’acidosi lattica di tipo A e B è simile al trattamento delle altre acidosi metaboliche. Il trattamento della causa è di primaria importanza. Nel trattamento della perfusione tissutale inadeguata, i pressori devono essere omessi quando possibile perché possono peggiorare l’ischemia tissutale. Il bicarbonato è potenzialmente pericoloso nell’acidosi con elevato gap anionico ma può essere considerato quando il pH < 7,00, con l’obiettivo di raggiungere un pH ≤ 7,10.
Nell’acidosi D-lattica il trattamento si basa sull’infusione EV di liquidi, sulla riduzione dell’apporto di carboidrati nella dieta e, a volte, sulla terapia antibiotica orale (p. es., metronidazolo) per la sindrome dell’intestino corto e bicarbonato per l’acidosi grave.