Le dermatiti sono patologie che riguardano il tessuto cutaneo e consistono in una reazione infiammatoria-immunitaria della cute

Definizione e classificazione delle dermatiti

Per dermatite si intende una patologia che riguarda la il tessuto cutaneo e consiste in una reazione infiammatoria-immunitaria della cute, e si manifesta come un’irritazione. La dermatite può avere cause assai diverse:
• chimiche (causata da diluenti o detersivi);
• fisiche (come le ustioni);
• microbiche (virale, batterica, micotica, protozoica);
• parassitarie (causate da parassiti della pelle).

Le dermatiti possono anche essere una conseguenza di una malattia della pelle, con cause:
• allergiche come per la dermatite atopica;
• autoimmunitario come per la psoriasi.

Spesso le dermatiti si acutizzano in situazioni di stress: si pensa che gli ormoni dello stress stimolino ulteriormente la risposta immunitaria all’irritazione. In ogni caso è bene sottolineare come in nessun caso lo stress è la causa di patologia. Lo stress è quindi un fattore scatenante che non avrebbe alcun effetto se alla base non fosse presente una componente genetica alterata.

1.DERMATITE ALLERGICA DA CONTATTO (DAC)

Definizione di dermatite allergica da contatto (DAC)

I termini “dermatite allergica da contatto” o “eczema” allergico da contatto (DAC) sono utilizzati come sinonimi per descrivere una patologia infiammatoria cutanea provocata da una iper reazione patologica del sistema immunitario nei confronti di una molecola che normalmente non provocherebbe alcun sintomo o malattia.
Attraverso il coinvolgimento di varie cellule, principalmente i linfociti T quando si verifica un contatto con la sostanza nei confronti della quale il soggetto si è sensibilizzato si verifica la liberazione di mediatori chimici che provocano le caratteristiche lesioni cutanee vescicolari accompagnate da eritema (rossore) con prurito intenso. Dopo questa fase acuta fa seguito solitamente una secchezza cutanea accompagnata molto spesso da un fenomeno di desquamazione che, nelle forme croniche, può giungere fino alla cheratosi cioè ad un ispessimento e indurimento della cute.
Il meccanismo fisiopatologico alla base della dermatite è del tutto diverso rispetto a quello delle allergie respiratorie o alimentari, dove la produzione di anticorpi specifici verso gli allergeni di pollini, acari o alimenti (IgE) è immediata.
Le reazioni dermatologiche della dermatite allergica da contatto sono invece ritardate, presentandosi sempre dopo 12 ore dopo il contatto persistendo per giorni.

Diffusione della dermatite allergica da contatto (DAC)

La dermatite allergica da contatto colpisce sia il sesso maschile che femminile e tutte le età.
Prevalentemente ne è colpita l’età giovanile e il sesso femminile.
Esiste sicuramente una predisposizione genetica, quindi una certa familiarità.
In generale, le sedi più frequentemente colpite sono quelle esposte agli agenti sensibilizzanti: mani e polsi, volto e collo, ascelle, lobi auricolari, zona periombelicale. In base all’area di localizzazione della dermatite è possibile sospettare le sostanze responsabili.

Prevenzione della dermatite allergica da contatto

La prevenzione nella dermatite allergica da contatto è fondamentale e si basa sulla ridotta esposizione alle sostanze maggiormente allergizzanti o alle sostanze a cui si sa essere allergici.

Diagnosi della dermatite allergica da contatto

Per fare una prima diagnosi clinica di DAC è necessario recarsi da un medico specialista in dermatologia il quale attraverso l’anamnesi, cioè la raccolta della storia del paziente e all’esame obiettivo potrà formulare la diagnosi di DAC.
Per essere però certi a quale sostanza si è allergici bisogna sottoporsi al Patc Test
che è il test di elezione per diagnosticare una DAC. Tale test consiste nel mettere a contatto una serie di sostanze potenzialmente allergizzanti con la cute del paziente, per verificare se è presente una condizione di sensibilizzazione.

Terapia della dermatite allergica da contatto

La terapia di elezione della DAC è di tipo locale, a base di creme ed unguenti, con la possibilità di scelta tra una vasta gamma di cortisonici locali di varia potenza.
L’uso di tali farmaci a base cortisonica ha degli inevitabili limiti dovuti all’assorbimento dei principi farmacologici, con possibili effetti collaterali sia locali che generali, per cui il paziente non può superare tempi e dosaggi che devono essere indicati dal medico specialista in dermatologia.
Quindi si rende necessaria un’associazione, nella fase di remissione dell’eczema acuto, con prodotti topici riparatori, lenitivi ed idratanti per ripristinare e mantenere l’integrità della barriera cutanea, oltre ad alleviare i sintomi più fastidiosi per il paziente, quale il prurito e il bruciore, spesso peggiorati dalla secchezza cutanea.

2.DERMATITE ATOPICA

Definizione e diffusione

La dermatite Atopica (DA) è la più frequente malattia infiammatoria cronica in età pediatrica, sia in ambiente industrializzato che in ambiente rurale. Ma se quasi la metà dei casi si manifesta entro i primi sei mesi di vita, con tendenza alla risoluzione spontanea entro i primi anni sempre più frequente è l’osservazione di casi persistenti fino e oltre l’adolescenza o addirittura a “comparsa tardiva” in età adulta e avanzata.

Sintomi della dermatite atopica

Dal punto di vista clinico, l’eczema atopico è caratterizzato da un prurito molto intenso associato ad un’infiammazione della pelle ad andamento alternante dove si presentano periodi di benessere, talvolta completo, e periodi di riacutizzazione delle lesioni. La pelle si presenta arrossata e secca.
Le aree cutanee più frequentemente colpite sono: Viso, cuoio capelluto, mani, polsi, pieghe flessorie degli arti, genitali esterni.

Diagnosi della dermatite atopica

La diagnosi è legata esclusivamente alla storia clinica e alle caratteristiche della manifestazione cutanea, nelle sue varianti cliniche: non esistono esami specifici né test né caratteristiche istologiche tipiche.

3.DERMATITE SEBORROICA

Definizione e diffusione

La dermatite seborroica è una dermatite ad andamento cronico-recidivante che colpisce zone ricche di ghiandole sebacee come il cuoio capelluto, il viso, il condotto uditivo, il torace e l’area ano-genitale.
La dermatite seborroica è molto comune interessando l’1-3% della popolazione mondiale. Il 90% dei casi è riscontrato in occidente.

Etiopatogenesi della dermatite seborroica

La causa di questa patologia è tuttora sconosciuta. Ceppi fungini del genere Malassezia sono presenti in notevole quantità nelle zone colpite e sembrano giocare un ruolo importante nello sviluppo della dermatite dal momento che la loro rimozione mediante antifungini induce remissione o migliora il quadro cutaneo che torna a peggiorare con la loro ricomparsa.

Sintomi della dermatite seborroica

La dermatite seborroica al cuoio capelluto e alla barbavaria da una lieve desquamazione su base eritematosa nelle forme lievi ad un intenso eritema ricoperto da squame giallastre, grossolane, spesse e oleose nelle forme severe che raggiungono l’attaccatura. I capelli si presentano secchi, crespi, arruffati, non uniformi e molto oleosi; in alcuni casi i pazienti lamentano la perdita dei capelli.[20] Possono essere presenti piccole croste. Quando colpisce le palpebre si presenta con eritema e lieve desquamazione ciliare e può causare una blefarite. Al viso si presenta con chiazze eritematose, finemente desquamanti che colpiscono prevalentemente la fronte, la porzione mediale delle arcate sopraccigliari, le pieghe nasogeniene e il mento. Quando sono interessate l’area periauricolare e il condotto uditivo esterno la desquamazione tende ad essere più grossolana ed intensa e può verificarsi un’otite esterna.
La dermatite seborroica può verificarsi in bambini molto piccoli, in genere con meno di tre mesi d’età, provocando la comparsa di una crosta giallastra, spessa ed oleosa, intorno l’attaccatura dei capelli e sul cuoio capelluto. Contrariamente a quanto avviene nell’adulto nei bambini il prurito non domina il quadro clinico. La condizione di solito si risolve spontaneamente entro l’età di 8 mesi.

Diagnosi

La diagnosi è clinica.
Alla dermatoscopia si riscontrano vasi arboriformi e atipici ma non i vasi tortuosi e i globuli rossi tipici della psoriasicon cui entra in diagnosi differenziale.[26]

Trattamento
Un’adeguata igiene del cuoi capelluto è fondamentale nel trattamento della dermatite seborroica.
La terapia raccomandata dai dermatologi è comunque a base di creme e/o shampoo specifici

Gli antistaminici vengono utilizzati principalmente in quei soggetti in cui prevale il prurito e per alleviare l’infiammazione.

4. DERMATITE DA PANNOLINO

Definizione della dermatite da pannolino

La dermatite da pannolino è un’infiammazione della pelle responsabile di arrossamenti cutanei molto fastidiosi, localizzati sulle natiche e sui genitali di bambini molto piccoli, portatori di pannolini.

Cause della dermatite da pannolino

Nel bambino molto piccolo, la dermatite da pannolino può insorgere a seguito a un’irritazione dovuta a feci e/o urine, oppure per un’irritazione dovuta ai materiali con cui sono fatti i pannolini o con cui quest’ultimi vengono trattati, infatti il materiale usato per alcuni pannolini o alcuni detergenti per il loro lavaggio possono irritare la pelle in corrispondenza delle natiche. Altre cause possono essere una proliferazione batterica o fungina infatti le natiche, le cosce e i genitali sono luoghi ideali per la proliferazione di funghi e batteri grazie all’ambiente caldo – umido; oppure uno strofinamento continuo dei pannolini o dei vestiti sulla pelle del bambino, infatti l’irritazione cutanea da sfregamento è dovuta, di solito, a pannolini troppo stretti o a vestiti aderenti.
Nelle zone ricoperte dall’indumento (quindi natiche, genitali e cosce), la dermatite da pannolino provoca un rash cutaneo contraddistinto da un intenso e doloroso arrossamento della pelle e da gonfiore.
L’arrossamento cutaneo si verifica, solitamente, nei primi 15 mesi di vita. Il periodo in assoluto più a rischio va dal nono al dodicesimo mese.
Sintomatologia della dermatite da pannolino

Il bambino con la dermatite da pannolino è sofferente, pertanto, specie in occasione del cambio del pannolino, tende a piangere e a lamentarsi.
Quando l’arrossamento cutaneo non accenna a migliorare o, addirittura, peggiora, potrebbe voler dire che alla dermatite da pannolino si è sovrapposta un’infezione batterica o fungina.
In tali frangenti, è opportuno far visitare il bambino dal proprio pediatrae farsi indicare i medicinali più adatti alla situazione.
I segni di un’infezione in atto sono la febbre, le vesciche, un’eruzione cutanea estesa, il pus, l’insonnia

Diagnosi della dermatite da pannolino

Diagnosticare la dermatite da pannolino è molto semplice, perché l’arrossamento cutaneo provocato è assai caratteristico e compare solo in corrispondenza delle zone ricoperte dal pannolino.

Terapia della dermatite da pannolino
Quando non è associata a infezioni particolari (maggior parte dei casi), la dermatite da pannolino si può curare semplicemente mantenendo asciutta e pulita la zona arrossata, cambiando spesso il pannolino e applicando alcuni creme a base di ossido di zinco.
Invece in caso di infezione va consultato il proprio pediatra che potrebbe prescrivere i corticosteroidi che sono dei potenti antinfiammatori, gli antifungini. Gli antibiotici vengono prescritti quando l’infezione in atto è di tipo batterico.