Le ulcere cutanee possono derivare dalla perdita dell’epidermide, parti del derma superficiale e, a volte, anche dalla perdita degli strati cutanei più profondi.

Le ulcere cutanee sono classificate tra le lesioni cutanee elementari secondarie che derivano dalla perdita dell’epidermide (la parte più superficiale della pelle), parti del derma superficiale (che si trova sotto l’epidermide) e, a volte, anche dalla perdita degli strati più profondi della cute.
Le ulcere sono particolarmente dolorose in quanto coinvolgono le terminazioni nervose superficiali di tipo sensitivo e non tendono ad una spontanea guarigione.
Questo perché, molto spesso le ulcere cutanee non sono una patologia primaria bensì un sintomo di una patologia primaria ben più grave come ad esempio l’ulcera del piede diabetico, oppure l’espressione di una patologia sistemica che determina anche un rallentamento dei processi di cicatrizzazione e risoluzione della ferita.
Le ulcere cutanee possono quindi essere un sintomo o un segno di diverse situazioni patologiche come a seguito di un trauma fisico, con o senza danno vascolare, che innesca una perdita di tessuto. Oppure possono essere la conseguenza di vasculiti, infezioni, stasi venosa, problemi neurologici, neoplasie, malattie autoimmuni con coinvolgimento vascolare e patologie di tipo endocrino come le già citate ulcere diabetiche che presentano un’origine neuropatica e solitamente colpiscono gli arti inferiori e sono determinate da un’alterazione del flusso sanguigno che determina il danneggiamento dei tessuti.
Un discorso a se meritano le ulcere da decubito o da pressione, molto comuni in pazienti allettati per un lungo periodo, sono causate dalla mancanza di un adeguato afflusso di sangue.

Le ulcere di maggiore interesse clinico sono:

Ulcera diabetica

L’ ulcera diabetica è una lesione di continuo di difficile guarigione spontanea che può interessare, in relazione alla sua importanza e gravità, i tessuti cutanei, sottocutanei ed ossei. La sua localizzazione distrettuale più comune è nel piede coinvolgendo in senso disto-prossimale le regioni apicali delle dita, le giunture articolari delle interfalangee, la regione plantare, il tallone, la caviglia, e la gamba. Il coinvolgimento del piede è molto pericoloso per il protrarsi della patologia in quanto spesso si presentano coinvolgimenti dei tessuti sottocutanei ed ossei con infezioni e fistole che possono far sviluppare necrosi settica e relativa amputazione della regione interessata, anche se la ricerca e la tecnologia consentono la realizzazione del trapianto dei tessuti.

Ulcera da decubito

L’ulcera da decubito è la conseguenza diretta di una elevata o prolungata compressione, o di forze di taglio (o stiramento), causanti uno stress meccanico ai tessuti e la strozzatura di vasi sanguigni. Essa è dovuta alla persistente pressione che, superando i 32 millimetri di mercurio, provoca una strozzatura dei vasi sanguigni, con conseguente necrosi tissutale; per questo è classificata anche come lesione da pressione. Le lesioni da decubito spesso sono delle conseguenze dovute a una inadeguata assistenza in ambito domiciliare per mancanza di conoscenze da parte degli assistenti sanitari o in ambito ospedaliero da parte dei professionisti sanitari. Non attivare immediate tecniche di prevenzione con utilizzo di moderni ausili antidecubito può provocare gravissime lesioni.