Nel feto il fegato si sviluppa a partire dal diverticolo epatico e attinge al sangue delle vene vitelline che trasportano il sangue dal sacco vitellino

Nel feto il fegato si sviluppa a partire dal diverticolo epatico e attinge al sangue delle vene vitelline che trasportano il sangue dal sacco vitellino. La parte superiore del diverticolo dà origine agli epatociti e ai dotti biliari, quella inferiore diventa la cistifellea con il dotto cistico.
Durante lo sviluppo del feto la principale fonte di sangue per il fegato è la vena ombelicale, che trasporta al feto le sostanze nutrienti. La vena ombelicale entra nell’addome all’altezza dell’ombelico e sale lungo l’estremità libera del legamento falciforme fino alla superficie inferiore del fegato, dove si unisce al ramo sinistro della vena porta. Il dotto venoso di Aranzio porta il sangue dal ramo sinistro della vena porta al ramo sinistro della vena epatica e quindi alla vena cava inferiore, permettendo al sangue della placenta di aggirare il fegato del feto.
Nel feto il fegato si sviluppa durante la gestazione e non esegue le normali funzioni di purificazione del sangue. Non esegue nemmeno le operazioni connesse alla digestione, dato che il feto viene nutrito direttamente dal sangue della madre attraverso la placenta. Il fegato del feto rilascia alcune cellule staminali che migrano fino al timo del feto e produce globuli rossi e linfociti T. Dopo la nascita, la produzione delle cellule staminali si sposta nel midollo osseo.
Entro cinque giorni dalla nascita la vena ombelicale e il dotto venoso si chiudono, il primo diventa il ligamentum teres e il secondo il ligamentum venosus. In caso di cirrosi o ipertensione della vena porta, la vena ombelicale può nuovamente riaprirsi.