L’omeopatia è la più diffusa medicina alternativa e i supporto, tanto che oltre 10 milioni di Italiani sono ricorsi almeno una volta ai rimedi omeopatici

Definizione di omeopatia

L’omeopatia è la più diffusa medicina alternativa e i supporto, tanto che oltre 10 milioni di Italiani sono ricorsi almeno una volta ai rimedi omeopatici, basata sui principi formulati dal medico tedesco Christian Samuel Friedric Hahnemann nella prima metà del XIX secolo. L’omeopatia mette in primo piano il malato e non la malattia, proponendosi di curare non tanto la patologia in sé quanto il “terreno” su cui la malattia sta agendo. Il conecetto alla base dell’omeopatia è “principio di similitudine del farmaco” (similia similibus curantur, che significa «i simili si curano coi simili»). Secondo questo concetto il rimedio appropriato per una determinata malattia sarebbe dato da quella sostanza che, in una persona sana, induce sintomi simili a quelli osservati nella persona malata. Tale sostanza, detta anche “principio omeopatico”, una volta individuata viene somministrata al malato in una quantità fortemente diluita e “dinamizzata”; la misura della diluizione è definita dagli omeopati “potenza”. A volte l’omeopatia non è utilizzata come una medicina alternativa ma di supporto alla medicina allopatica. I medicinali omeopatici vengono infatti a volte utilizzati dai medici omeopati in associazione alle medicine tradizionali. Quindi l’omeopatia si propone dunque come una medicina alternativa alla medicina allopatica oppure ad essa complementare.

Potenza: diluizione e dinamizzazione

La diluizione è il concetto fondamentale su cui si basa l’omeopatia e viene definita “potenza”. Le potenze sono in realtà diluizioni 1 a 100 (potenze centesimali o potenze C o anche CH) o diluizioni 1 a 10 (potenze decimali o potenze D o anche DH). In una diluizione CH una parte di sostanza viene diluita in 99 parti di diluente e successivamente “dinamizzata”, cioè agitata con forza secondo un procedimento chiamato dagli omeopati “succussione”; in una diluizione D, invece, una parte di sostanza viene diluita in 9 parti di diluente e sottoposta poi alla stessa dinamizzazione.

Legge di Hering

Altro elemento cardine della scienza omeopatica è costituito dalla legge di Hering, grande medico omeopata tedesco dell’800.
La legge di Hering è importantissima per l’Omeopatia perché segnala se la cura sta procedendo nella direzione giusta e quanto tempo ci vorrà per la guarigione.
Questa legge è espressa da 4 principi:
• la malattia progredisce dall’esterno all’interno, mentre quando è curata guarisce dall’interno all’esterno: ci dice che la malattia ha sempre direzione centripeta (verso l’interno), mentre la guarigione ha sempre direzione centrifuga (verso l’esterno);
• la guarigione dovrà verificarsi dall’alto verso il basso: la vera guarigione partirà quindi dal piano psicologico-mentale per arrivare al piano fisico-corporeo (ad esempio sparirà prima uno stato d’ansia di una gastrite);
• la guarigione dovrà iniziare dagli organi più importanti e proseguire in quelli di importanza minore;
• la guarigione avviene in ordine inverso alla comparsa dei sintomi (la cura omeopatica farà “tornare alla luce” vecchi sintomi soppressi e scomparsi in passato.