La cheratoplastica è l’intervento chirurgico di tipo oculistico consistente nel trapianto di cornea

Definizione di cheratoplastica
La cheratoplastica è l’intervento chirurgico di tipo oculistico consistente nel trapianto di cornea.

Casistica di intervento
La cheratoplastica si esegue quando:
• le terapie a base di farmaci, a seguito di gravi infezioni oculari come la cheratite da Acanthamoeba Hystolitica, non consentono la guarigione della cornea
la chirurgia conservativa per alcune distrofie corneali (ad esempio il cheratocono o il cheratoglobo)
• come la Mini Cheratotomia Radiale Asimmetrica (M.A.R.K.) e il cross-linking corneale si rivela inefficace al progredire della malattia
• la cornea è già troppo danneggiata a seguito di traumi fisici come tagli profondi e urti, o infezioni o patologie congenite e rischia di rompersi spontaneamente, oppure opacizzata irreversibilmente, come nel caso della cheratopatia bollosa (presenza di cicatrici, ulcerazioni profonde, edemi) e non consente più una visione accettabile per il paziente.

Tipologie di cheratoplastica
Esistono due modi di procedere chirurgicamente una volta che si siano curate infezioni e infiammazioni. In un primo caso viene sostituita tutta la cornea, cioè tutti gli strati della superficie oculare: si tratta della cheratoplastica perforante (trapianto tradizionale).
La cheratoplastica perforante è la forma di trapianto più frequente e può portare all’insorgenza di un astigmatismo irregolare. Si effettua asportando la porzione di cornea da sostituire dall’occhio del donatore (un cadavere). Generalmente si asporta un tessuto del diametro di 8,25 mm, sebbene nel ricevente si sia creato lo spazio per tessuto corneale del diametro di 8 mm poiché si tiene conto dei processi di cicatrizzazione e di retrazione cicatriziale della cornea del donatore.
Il tessuto del donatore può anche essere conservato in apposite soluzioni e ad adeguate temperature fino a 4-5 giorni.
Nella cheratoplastica lamellare invece nel secondo caso si mantiene lo strato più interno e più importante della cornea, cioè il complesso membrana di Descemet-endotelio.
La cheratoplastica lamellare è un intervento che si esegue da molti anni, ma al contrario di quanto avveniva prima la nuova tecnica di aerodissezione consente un ottimo recupero della vista.

Indicazioni alla cheratoplastica
Alcune malattie corneali che provocano gravi diminuzioni della vista in pazienti di giovane età, quali ad esempio il cheratocono o il cheratoglobo, risparmiano l’endotelio corneale. Queste patologie possono beneficiare della cheratoplastica lamellare perché lasciando in situ lo strato corneale più importante, responsabile della trasparenza della cornea, si impedisce che questo strato corneale possa andare incontro a reazioni di rigetto o impoverimento progressivo come accade nel trapianto tradizionale.