Le varici esofagee sono rami contorti e gonfi della vena azygos, nel terzo inferiore dell’esofago

Le varici esofagee sono rami contorti e gonfi della vena azygos, nel terzo inferiore dell’esofago. Questi vasi sanguigni si uniscono con quelli della vena porta quando si verifica ipertensione portale apparendo più gonfi del normale e, nei casi peggiori, possono coprire parzialmente l’esofago. Essi si sviluppano come parte di una circolazione collaterale che si instaura per drenare il sangue dall’addome in seguito a ipertensione portale, di solito come conseguenza di malattie epatiche come la cirrosi epatica. Questa circolazione collaterale si verifica perché vi è un minore drenaggio dall’esofago verso la vena gastrica sinistra, che è un ramo della vena porta. Per via del vasto plesso venoso che esiste tra questa vena e le altre vene, se si verifica ipertensione portale, quest’ultime possono congestionarsi e portare alla formazione di varici.
Spesso le varici esofagee non hanno sintomi fino a quando non vi sia la rottura. Una varice rotta è considerata un’emergenza medica, poiché possono sanguinare molto. Un’emorragia da una varice rotta può indurre una persona a vomitare sangue, fino ad andare in shock ipovolemico. Per trattare al rottura delle varici rottura, può essere collocata una banda intorno al vaso sanguigno sanguinante o iniettata una piccola quantità di un agente coagulante vicino punto di rottura. Un chirurgo può anche tentare di utilizzare un palloncino gonfiabile per applicare pressione al fine di fermare il sanguinamento. La somministrazione di liquidi per via endovenosa e trasfusioni di sangue possono essere necessarie per prevenire l’ipovolemia causata dall’eccessiva perdita di sangue.